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![]() Abbandonate le radiazioni dei nostri pc, le luci al neon dei nostri uffici,le nostre sedie ergonomiche e tutte le altre assurdità che il "progresso" ci ha regalato per lavorare meglio, siamo fuggiti verso la 'libertà' ... L'ennesima gita nello stesso amato posto - il Brenta - l'ennesima stupenda gita in un posto nuovo! Questa volta l'obiettivo è nella parte meridionale del gruppo: la Cima Soran e la Val Dorè. Poco dopo l'una siamo già in cammino sulla ripida forestale che dall'Alpenrose si inoltra nel bosco e gli odori, i profumi della natura già hanno fatto dimenticare dov'eravamo "rinchiusi" poco più di un'ora prima ... Usciti dal bosco il panorama è già vasto e inebriante, sui prati si diradano i larici, le foglie dipingono di gialli e rossi i fusti degli alberi, creando quei colori magici che solo l'autunno sa regalare. In basso, fra le nebbie che a tratti ci avvolgono, ogni tanto appare la macchia blu intensa del lago di Molveno. Sopra i 1800 metri la neve comincia a non essere più una chiazza qua e la, ma scricchiola costantemente sotto i nostri scarponi. Saranno una ventina di centimetri, ma ogni tanto qualche accumulo ci fa sprofondare fin oltre il ginocchio .... bianca, soffice, immacolata, a volte traditrice: che bello rivedere la neve! La cima è raggiunta, qualche folata di vento gelido ci regala scorci di paesaggi fantastici. Le giornate sono corte, altro non ci è concesso tentare, allora scendiamo "circondati" da camosci che ci scrutano dalle creste, dai pendìì, dai prati a fondo valle. Ce ne sono tantissimi, ovunque, ci guardano un pò e poi "volano" via veloci sui loro impervi e scoscesi sentieri. Avvolti nella magia e nel silenzio della natura, ringraziamo idealmente i camosci per averci "ospitato" a casa loro e ci accingiamo a tornare alla "civiltà". .
Vista da Cima Soran verso il Monte Dion
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